Alfabetomorso Project

Linguaggi sociali e Arte contemporanea

Gabriela Fantato

Gabriela Fantato

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Gabriela Fantato per Alfabetomorso Blog-Poetry - Una liturgia - A frammenti

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Sobrietà emozionale che attraverso la parola si fa crocevia di valori epocali senza bisogno di evocazione fonetica. Famiglia, amore, amicizia, sacrificio, sofferenza. Il ricordo esula dalla sua valenza di nostalgia fine a sè, per attraversare a ritroso un presente gravido delle medesime circostanze, fatto di coscienza della separazione e di un futuro che senza enfasi si fa esso stesso speranza.

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Gabriela Fantato incontra gli allievi del Liceo Vauban

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Gabriela Fantato

Ha un curriculum a dir poco invidiabile. Poetessa e critica, Gabriela Fantato dirige “La Mosca di Milano”e la collana di poesia e critica letteraria “Sguardi”. Sue opere sono presenti in varie antologie e siti letterari, anche in traduzione (arabo, inglese, francese, messicano, spagnolo e persiano). È autrice di diverse raccolte poetiche: Fugando (Book ed., 1996), Enigma (DIALOGOlibri, 2000), Moltitudine (Marcos y Marcos, 2001), Northern Geography (Gradiva Publications, 2002), Il tempo dovuto (editoria&spettacolo, 2005), Codice terrestre (La Vita Felice, 2008). Per il teatro ha scritto libretti d’opera in versi, andati in scena nei maggiori teatri italiani, come il “Piccolo” di Milano, il “Comunale” di Verona e il “Donizetti” di Bergamo.

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1 commento »

  1. Commento di Donato Di Poce | 28 Luglio 2011

    Cara Gabriela, ti trascrivo uno stralcio del mio intervento critico al tuo libro CODICE TERRESTRE:
    “…Gabriela, esprime una vitalità luminosa e una liturgia della consistenza e i suoi versi sono versi di memoria e di desiderio e copiose scorrono le immagini, i colori, sottolineati da similitudini e metafore che rendono numinoso e trasparente un linguaggio già ricco di significati multipli e simbolici eppure a tratti elegiaci ed aurorali surrogati da un attraversamento e riscoperta delle forme poetiche del poemetto e della canzone Leopardiana.

    Leggiamo insieme versi esemplari come:” Certi alberi salgono/ai lati dei binari come per caso…” oppure :” La dolcezza è una spada/tra due rive che conosco” mentre “La città sale dentro le lenzuola…” “…saremo l’eco e la notte che ci tiene”, “ Il mattatoio del mondo si è/allargato e sfibra la bocca/Non so più il nome per dire/-notte e albero…”.Domani verrà la tregua, domani/…/La certezza di un’assenza/nel gesto incompiuto”.

    Scorgiamo tra le righe quasi nell’ombra, quasi in silenzio, tra vita e scrittura una potenza e un’energia che ci ricorda molto la grande poetessa Russa Marina Cvetaeva, ma sentiamo forte l’odore lavico della poesia tutta personalissima e grandissima di Gabriela Fantato come una clessidra d’amore, una meridiana di luce che ci indica la via tra vita e scrittura , tra pensiero e azione.”

    DONATO DI POCE

    Milano, 26/07/2011.

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